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	<title>Pietro Zito</title>
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	<title>Pietro Zito</title>
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		<title>Pietro Zito e il paradosso della continuità</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 10:01:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi il cambiamento sembra essere diventato un valore assoluto. Tutto deve rinnovarsi, trasformarsi, sorprendere. Anche la cucina spesso viene raccontata come una continua rincorsa verso ciò che è nuovo. Eppure esistono percorsi che sembrano seguire una logica diversa. Non perché rifiutino il cambiamento, ma perché dimostrano che l’evoluzione non coincide necessariamente con la rottura. A volte nasce dalla capacità di restare fedeli a...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi il<span> </span><strong>cambiamento</strong><span> </span>sembra essere diventato un valore assoluto. Tutto deve rinnovarsi, trasformarsi,<span> </span><strong>sorprendere</strong>. Anche la cucina spesso viene raccontata come una continua rincorsa verso ciò che è nuovo.</p>
<p>Eppure esistono<span> </span><strong>percorsi</strong><span> </span>che sembrano seguire una logica diversa.</p>
<p>Non perché rifiutino il cambiamento, ma perché dimostrano che l’<strong>evoluzione</strong><span> </span>non coincide necessariamente con la rottura. A volte nasce dalla capacità di restare<span> </span><strong>fedeli</strong><span> </span>a una visione, lasciando che sia il tempo a darle nuovi significati.</p>
<p>È questo il<span> </span><strong>paradosso</strong><span> </span>che ci ha incuriositi nel percorso di<span> </span><strong>Pietro</strong><span> </span><strong>Zito</strong>.</p>
<p>In oltre<span> </span><strong>trent’anni<span> </span></strong>di lavoro, il suo modo di intendere la cucina non ha inseguito le<strong><span> </span>mode</strong><span> </span>né ha cercato di adattarsi alle tendenze del momento. Eppure oggi molte delle<span> </span><strong>idee</strong><span> </span>che hanno guidato il suo cammino ci parlano con sorprendente attualità.</p>
<p>Per questo abbiamo scelto di non intervistare soltanto lo<span> </span><strong>chef</strong>.</p>
<p><strong>Abbiamo cercato l’uomo</strong>.</p>
<h4 id="il-paradosso-della-continuita" class="rb-heading-index-0"><strong>Il paradosso della continuità</strong></h4>
<p><strong><em>Viviamo in un tempo in cui sembra quasi che cambiare sia diventato un obbligo.</em></strong></p>
<p><strong><em>Invece tu hai attraversato oltre trent’anni rimanendo sempre riconoscibile.</em></strong></p>
<p><strong><em>Secondo te, che cosa permette di evolversi senza perdere la propria identità?</em></strong></p>
<p>L’evoluzione, sia professionale che personale, è un processo di maturazione interiore.</p>
<p>Quando siamo<strong><span> </span>convinti</strong><span> </span>della strada che stiamo percorrendo, trasmettiamo quella certezza agli altri.</p>
<p>Il paradosso della continuità sta proprio qui: non significa rimanere immobili ma evolvere rimanendo fedeli a se stessi.</p>
<p>Avere un’<strong>identità chiara</strong><span> </span>significa offrire un punto fermo.</p>
<p>Chi sceglie di sedersi alla mia tavola deve farlo per la certezza di ciò che troverà: la memoria di un gesto, la solidità di un sapore<strong><span> </span>iconico</strong><span> </span>come lo spaghettone con il pomodoro e cipolla che preparo esattamente da trent’anni.</p>
<p>Oggi si tende spesso a confondere il<span> </span><strong>valore</strong><span> </span>con l’originalità inseguendo il cambiamento a tutti i costi.</p>
<p>Ma l’innovazione fine a se stessa, quella che prescinde dalla qualità e dalla storia della materia prima, non mi appartiene.</p>
<p>Da me si trova il<span> </span><strong>ritmo</strong><span> </span>della terra, il rispetto delle stagioni e la<strong><span> </span>cura</strong><span> </span>per le cose semplici.</p>
<p>La continuità è proprio questo: non essere una moda che passa ma un<span> </span><strong>riferimento</strong><span> </span>che resta.</p>
<h4 id="il-tempo-e-le-scelte" class="rb-heading-index-1"><strong>Il tempo e le scelte</strong></h4>
<p><strong><em>Ci sono percorsi che il tempo rende comprensibili solo molti anni dopo.</em></strong></p>
<p><strong><em>Guardando alla tua storia, c’è stato un prezzo invisibile che hai dovuto pagare per rimanere fedele alla tua visione?</em></strong></p>
<p>Il prezzo più alto che ho pagato per le mie scelte è stato proprio la<span> </span><strong>fedeltà</strong><span> </span>a me stesso: la decisione di non cedere al cambiamento per tendenza.</p>
<p>Certo, l’evoluzione fa parte di ciascuno di noi ma io ho sempre scelto di evolvere mantenendo i piedi ben piantati a terra e per questo sono stato anche<span> </span><strong>criticato</strong><span> </span>ma ho tenuto duro e ho trasmesso questa determinazione anche ai miei collaboratori: la<span> </span><strong>nostra forza</strong><span> </span>non doveva essere il cambiamento fine a se stesso ma la capacità di offrire una<span> </span><strong>certezza</strong><span> </span>e questo significava uscire dal coro.</p>
<p>Spesso si crede che evolversi dopo qualche anno di attività significhi<span> </span><strong><em>esagerare</em></strong><span> </span>inteso come stravolgere, stupire, meravigliare.</p>
<p>Il mio esagerare è stato alzare continuamente l’asticella della<span> </span><strong>qualità</strong><span> </span>del prodotto, della cura del servizio, del benessere profondo dello stare a tavola.</p>
<p>Questa è stata la mia<span> </span><strong>stravaganza</strong><span> </span>e il tempo mi ha dato ragione: l’unica vera evoluzione è un’identità forte e una migliore qualità.</p>
<h4 id="lorigine-di-una-visione" class="rb-heading-index-2"><strong>L’origine di una visione</strong></h4>
<p><strong><em>Le convinzioni più profonde possono nascere da un’idea, ma spesso prendono vita da un incontro, da un esempio o da un momento vissuto.</em></strong></p>
<p><strong><em>C’è qualcosa che continua a guidare il tuo modo di pensare la vita ancora oggi?</em></strong></p>
<p>Tutto è iniziato tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 con<span> </span><strong>L’Ostello di Federico</strong>.</p>
<p>La mia intuizione fin dall’inizio è stata semplice: fare cose piccole ma portarle al loro massimo livello.</p>
<p>È una<span> </span><strong>filosofia</strong><span> </span>che rispecchia l’intera mia vita: una casa non enorme ma accogliente, un orto piccolo ma curato nei minimi dettagli, un ristorante raccolto con una cucina ben attrezzata.</p>
<p>A guidarmi e a fornirmi una bussola in quegli anni è stato l’avvocato<span> </span><strong>Sperone</strong><span> </span>un uomo che non transigeva mai sulla qualità.</p>
<p>Lo ammetto: all’inizio non lo capivo fino in fondo.</p>
<p>Mi sembrava quasi incomprensibile dover fare centinaia di chilometri per scegliere un prosciutto d’eccellenza a Parma o spingermi fino a Roma da un importatore per ritirare prodotti di prima scelta.</p>
<p>Eravamo agli albori della<span> </span><strong>globalizzazione<span> </span></strong>e in un’epoca in cui sembrava che tutto dovesse arrivare facilmente da qualunque parte.</p>
<p>Con il tempo ho capito l’insegnamento di quelle trasferte: la qualità assoluta non ha<span> </span><strong>scorciatoie</strong><span> </span>e alla fine ripaga sempre.</p>
<p>Focalizzarmi su una dimensione<span> </span><strong>contenuta</strong><span> </span>era l’unico modo per garantire un controllo totale dell’intero percorso.</p>
<p>La mia etica non inizia e non finisce tra i fornelli ma parte dalle origini: voglio sapere chi coltiva la terra, chi lavora un formaggio e quali valori condividono i produttori.</p>
<p>Solo conoscendo la storia di<span> </span><strong>ogni ingrediente</strong><span> </span>posso trasformarlo in cucina e<span> </span><strong>consegnarlo</strong><span> </span>al piatto.</p>
<p>Il mio scopo non è stupire ma lasciare un segno intimo e autentico con il desiderio e la memoria di voler ritornare.</p>
<p>Alla fine,<span> </span><strong>questa scelta</strong><span> </span>di concentrare il mondo in una dimensione piccola e curata mi ha dato profondamente ragione.</p>
<h4 id="le-radici-e-il-mondo" class="rb-heading-index-3"><strong>Le radici e il mondo</strong></h4>
<p><strong><em>Le tue radici sono profondamente pugliesi eppure la tua idea di cucina è riuscita a dialogare anche con culture molto lontane, come quella giapponese.</em></strong></p>
<p><strong><em>Quando una visione supera i confini del luogo in cui è nata, che cosa riconoscono davvero le persone: una cucina o un modo di guardare il mondo?</em></strong></p>
<p>Dialogare con il mondo non è mai davvero difficile se lo si fa attraverso il cibo perché la cucina, prima ancora che un bisogno, è un<span> </span><strong>atto d’amore</strong>.</p>
<p>Si cucina per chi si ama, per chi si accoglie, per chi ci sta accanto.</p>
<p>Il<span> </span><strong>cibo della mamma</strong><span> </span>è sempre il più buono della nostra vita per una ragione semplice: perché è cucinato con amore.</p>
<p>L’<strong>amore<span> </span></strong>è l’unico e vero linguaggio universale: quando riesci a trasmettere questa cura trovi una risposta profonda in qualsiasi parte del pianeta a prescindere che ti trovi in Italia, in America o in Giappone.</p>
<p>La gente non riconosce soltanto una cucina ma un modo di stare al mondo.</p>
<p>Riconosce l’etica, la correttezza, l’onestà di chi c’è dietro.</p>
<p>La<span> </span><strong>coerenza nel tempo</strong><span> </span>è la vera chiave: il cibo non può e non deve diventare una moda passeggera.</p>
<p>Se il mio progetto in<span> </span><strong>Giappone</strong><span> </span>funziona con successo da oltre tredici anni è proprio perché non ha mai inseguito la tendenza del momento ma ha offerto una certezza.</p>
<p>In Giappone come in Puglia si mangiano le stesse orecchiette con le verdure condite con lo stesso olio e preparate con il medesimo rispetto.</p>
<p>Chi si siede alla nostra tavola dall’altra parte del mondo non cerca il folclore ma un’identità autentica che non può reperire altrove.</p>
<p>Ecco perché dialogare attraverso la cucina significa<span> </span><strong>dialogare</strong><span> </span>con la propria onestà e con il profondo rispetto per l’ospite.</p>
<h4 id="lessenza" class="rb-heading-index-4"><strong>L’essenza</strong></h4>
<p><strong><em>Se dovessi spogliarti di tutto, dai riconoscimenti, ai piatti, fino alla storia che oggi raccontano di te, che cosa resterebbe di Pietro Zito?</em></strong></p>
<p>In realtà, io non ho<span> </span><strong>mai cercato</strong><span> </span>i riconoscimenti: sono stati loro a cercare me.</p>
<p>Non ho mai inseguito la stella Michelin, i congressi i premi.</p>
<p>Li ho accolti con piacere ma non sono mai stati la mia priorità. Se dovessi spogliarmi di tutto e chiedermi cosa resterebbe davvero di me, mi vedrei così: come un<span> </span><strong>albero piantato</strong><span> </span>trentaquattro anni fa a cui ho dedicato tempo e cura per far sì che sviluppasse<span> </span><strong>radici</strong><span> </span>salde e profonde.</p>
<p>Senza i riflettori o le copertine resta la cosa più bella: la certezza che la<span> </span><strong>semplicità</strong><span> </span>e l’<strong>onestà</strong><span> </span>non sono una moda passeggera ma una forza capace di durare nel tempo.</p>
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		<title>Andria rafforza il legame con il Giappone: nuova tappa per la delegazione della Prefettura di Saga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2025 08:16:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per il terzo anno consecutivo è giunta in città la delegazione di funzionari del settore agricoltura dalla Prefettura di Saga per la consueta visita formativa, programmata già da tempo, sul territorio. La delegazione è stata accolta dal Vicesindaco e Assessore alle Radici insieme allo chef stellato Pietro Zito, patron del Ristorante Antichi Sapori Montegrosso, che...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Per il terzo anno consecutivo è giunta in città la delegazione di funzionari del settore agricoltura dalla Prefettura di Saga per la consueta visita formativa, programmata già da tempo, sul territorio. La delegazione è stata accolta dal Vicesindaco e Assessore alle Radici insieme allo chef stellato Pietro Zito, patron del Ristorante Antichi Sapori Montegrosso, che ha avviato il sodalizio Andria – Giappone fin dal 2015 e che ora continua a rafforzarsi sempre più.</p>
<p>Si tratta di giovani funzionari che approfondiscono “sul campo” il tema del rapporto tra territorio e prodotti tipici e della valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche di Andria. Questa città, infatti, non è stata scelta a caso bensì quale città con la piana più olivetata d’Italia, la cui produzione di olio è tra i motori più forti dell’economia locale. Nel corso dell’incontro è emerso anche il ruolo fondamentale della città di Andria nell’ambito delle attività messe a punto con l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, considerato il ruolo di vicariato che la città di Andria ha assunto di recente, nel percorso di valorizzazione e promozione dell’olio evo, eccellenza tutta andriese.</p>
<p>Da parte dei funzionari è stato sottolineato quanto sia importante informarsi, conoscere e approfondire queste conoscenze sui luoghi, con l’esperienza concreta e diretta, favorendo lo scambio concreto tra i due paesi: hanno rimarcato quanto sia stato importante ricevere input giusti da persone esperte e riportare questa esperienza nella loro realtà.</p>
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<div id="google_ads_iframe_/4257129/live_5_banner_in_articolo_2_0__container__">L’appuntamento annuale con la delegazione quest’anno porta una novità: l’avvio di un percorso che porterà una delegazione di produttori e imprenditori andriesi proprio a Saga per porre le basi di un concreto scambio commerciale e turistico.</div>
</div>
</div>
<p>La Prefettura di Saga, ricordiamo, conta 20 municipalità con le quali sono state  avviate le interlocuzioni culturali, turistiche e commerciali.</p>
<p>Fonte: <a href="https://andrialive.it/2025/10/10/andria-rafforza-il-legame-con-il-giappone-nuova-tappa-per-la-delegazione-della-prefettura-di-saga/">https://andrialive.it/2025/10/10/andria-rafforza-il-legame-con-il-giappone-nuova-tappa-per-la-delegazione-della-prefettura-di-saga/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/andria-rafforza-il-legame-con-il-giappone-nuova-tappa-per-la-delegazione-della-prefettura-di-saga/">Andria rafforza il legame con il Giappone: nuova tappa per la delegazione della Prefettura di Saga</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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		<item>
		<title>I quattro amici ristoratori che hanno inventato la prima associazione delle trattorie italiane</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/i-quattro-amici-ristoratori-che-hanno-inventato-la-prima-associazione-delle-trattorie-italiane/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Oct 2025 14:46:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Storie di persone, di cibo e di territorio” è il ritornello sotto cui si inserisce la nascita dell’associazione che coinvolge alcune delle migliori trattorie italiane, nata nel 2012 per iniziativa di quattro amici, quattro “trattori” che pensano: perché non fare qualcosa insieme? Sono Federico Malinverno del Caffè la Crepa di Isola Dovarese, Sergio Circella de La Brinca di Ne, Alberto...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<i>Storie di persone, di cibo e di territorio</i>” è il ritornello sotto cui si inserisce la nascita dell’associazione che coinvolge alcune delle migliori trattorie italiane, nata nel 2012 per iniziativa di quattro amici, quattro “trattori” che pensano: perché non fare qualcosa insieme? Sono <strong>Federico Malinverno</strong> del Caffè la Crepa di Isola Dovarese, <strong>Sergio Circella </strong>de La Brinca di Ne, <strong>Alberto Bettini </strong>di Amerigo di Savigno e <strong>Avgustin Devetak </strong>della Lokanda Devetak di San Michele del Carso. Da quel nucleo di quattro osti, ristoratori, cuochi è nato un cerchio sempre più grande che è arrivato ad accogliere più di 20 realtà sparse in giro per l’Italia, “<i>luoghi senza tempo in grado di mantenere viva la fiamma della memoria e l’ardore della contemporaneità. Luoghi del mangiar bene, ma soprattutto dello star bene</i>” come scrivono gli stessi associati.</p>
<h2><strong>La nascita dell’Associazione delle Premiate Trattorie Italiane</strong></h2>
<p>Nata come associazione senza scopo di lucro, quella delle <strong>Premiate Trattorie</strong> (che premiate lo sono sia dalle guide che dai clienti) è una realtà che si è posta come finalità l’idea di diffondere e far conoscere meglio la ricchezza del panorama enogastronomico italiano. Che sia fatto di ricette oppure di produzioni agricole o vitivinicole. Altro elemento importante è lo scambio di competenze fra professionisti dello stesso settore, promuovendo quindi unione e non competizione, tanto che di premi non se ne parla neppure: vengono dati al massimo ai clienti che completano il famoso “passaporto”, una scheda che certifica quali delle trattorie associate si sono visitate nel corso dell’anno.</p>
<h2><strong>I criteri per entrare nell’associazione</strong></h2>
<p>Importante è anche l’organizzazione di eventi e di attività promozionali, che tocchino anche altri ambiti, come l’arte e la cultura. Chiunque può candidarsi a entrar parte dell’associazione, purché rispetti <strong>alcuni criteri, per l’esattezza 12, che toccano tanti ambiti diversi:</strong> dall’avere la medesima gestione da almeno vent’anni, a una cantina ben fornita, dal concentrare la propria cucina sulla tradizione, ma con tutti i guizzi e le rivisitazioni del caso, fino all’avere una storia “<i>culinaria consolidata sul territorio</i>”, che è proprio il pre-requisito per candidarsi. Dopo aver presentato domanda si viene esaminati dal consiglio direttivo e, se il giudizio è positivo, si paga una quota di ingresso e poi quella annuale, per entrare a far parte dell’allegra compagnia di osti e trattori.</p>
<h2><strong>Le migliori trattorie d’Italia riunite</strong></h2>
<p>Da nord a sud, attualmente (ottobre 2025) le trattorie che fanno parte dell’Associazione sono 24. Ogni evento che le riunisce tutte o solo alcune è una buona occasione per <strong>raccontare ai convenuti i nuovi associati</strong>. Che nell’ultimo evento nazionale (se ne svolge uno l’anno) di ottobre 2025 nei pressi di Perugia sono stati il ristorante l’Arcangelo di Arcangelo Dandini a Roma, il ristorante Botteghe Antiche di Stefano D’Onghia a Putignano, l’Antica Osteria del Mirasole di Franco Cimini a San Giovanni in Persiceto. Gli eventi che riuniscono gli associati sono tanti nel corso dell’anno, sia quelli aperti al pubblico che quelli che legano esclusivamente chi di mestiere ha deciso di dedicarsi completamente alla trattoria. Ma almeno una volta l’anno, in una location stabilita e variabile, i ristoratori si incontrano tutti per cucinare insieme per i loro ospiti, creando anche dei piatti che sono un mix e un ponte fra le loro cucine.</p>
<h2><strong>Promuovere le realtà enogastronomiche italiane</strong></h2>
<p>A scorrere la lista delle trattorie coinvolte sembra di stare un po’ davanti alla Serie A del mestiere: passando dalla Sicilia all’Alto Adige, le realtà che aderiscono sono tutte molto diverse ed eterogenee tra di loro, per prezzi, cibo, proposta e clienti, ed interpretano un concetto di trattoria molto personale. Tutte però sono legate proprio da uno stesso spirito che ben si riconosce nell’idea di essere ristoranti italiani di livello dove si mette l’accento sui piatti della tradizione pur senza considerarli un vincolo. Dalla Vecchia Marina di Roseto degli Abruzzi alla Trattoria Da Burde di Firenze, da Sora Maria e Arcangelo di Olevano Romano nei pressi di Roma fino al ristorante ai Due Platani di Parma. Dal 2022 il Presidente dell’Associazione è Simone Circella, figlio di quel Sergio de La Brinca che è tra i fondatori dell’Associazione stessa, che a passi lenti e misurati è cresciuta di un pezzetto alla volta, anche grazie alla spinta dei più giovani che vanno di pari passo con gli osti storici. In quest’associazione sembra esserci spazio per tutto, così come per il divertimento.</p>
<p>&#8212;<br />
<b>La storia dell’Associazione delle Premiate Trattorie Italiane</b><br />
<a href="https://www.cibotoday.it/storie/associazione-premiate-trattorie-italiane-storia.html" target="_blank" rel="noopener">https://www.cibotoday.it/storie/associazione-premiate-trattorie-italiane-storia.html</a><br />
<small>© CiboToday</small></p>
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		<item>
		<title>Antichi Sapori tra le Premiate Trattorie Italiane</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/antichi-sapori-tra-le-premiate-trattorie-italiana/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Oct 2025 11:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>EVENTO NAZIONALE UMBRIA 2025 6 OTTOBRE POSTA DONINI 1579, SAN MARTINO IN CAMPO (PG) Premiate Trattorie Italiane è orgogliosa di annunciare per il 6 ottobre 2025 presso Posta Donini 1579, San Martino in Campo, Perugia, il grande Evento Nazionale per l’anno 2025. L’Evento Nazionale di Premiate Trattorie Italiane è l’occasione per conoscere da vicino tute...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-title title fusion-title-1 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-one">
<h1 class="fusion-title-heading title-heading-center">EVENTO NAZIONALE UMBRIA 2025</h1>
</div>
<div class="fusion-title title fusion-title-2 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two">
<h2 class="fusion-title-heading title-heading-center">6 OTTOBRE<br />
POSTA DONINI 1579, SAN MARTINO IN CAMPO (PG)</h2>
</div>
<div class="fusion-image-element "><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-4 hover-type-none"><img decoding="async" class="img-responsive wp-image-132" title="sep-1px" src="https://www.premiatetrattorieitaliane.it/wp-content/uploads/2024/09/sep-1px.png" alt="" width="21" height="35" /></span></div>
<div class="fusion-text fusion-text-1">
<p>Premiate Trattorie Italiane è orgogliosa di annunciare<br />
per il 6 ottobre 2025<br />
presso Posta Donini 1579, San Martino in Campo, Perugia,<br />
il grande Evento Nazionale per l’anno 2025.</p>
<p>L’Evento Nazionale di Premiate Trattorie Italiane è l’occasione per conoscere da vicino tute le 21 insegne dell’associazione, che si riuniscono in un’unica serata di festa in Umbria.</p>
<p>Un appuntamento unico da non perdere, posti limitati.</p>
</div>
<div class="fusion-title title fusion-title-3 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-one">
<h1 class="fusion-title-heading title-heading-center">“PREMIATE TRATTORIE ITALIANE”</h1>
</div>
<div class="fusion-title title fusion-title-4 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two">
<h2 class="fusion-title-heading title-heading-center">Storie di persone, cibo e territorio</h2>
</div>
<div class="fusion-image-element "><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-5 hover-type-none"><img decoding="async" class="img-responsive wp-image-132" title="sep-1px" src="https://www.premiatetrattorieitaliane.it/wp-content/uploads/2024/09/sep-1px.png" alt="" width="21" height="35" /></span></div>
<div class="fusion-text fusion-text-2">
<p>Premiate Trattorie Italiane, un nome di per sé già piuttosto descrittivo. <b>Premiate:</b> dal tempo, dai clienti e dai riconoscimenti enogastronomici. <b>Trattorie:</b> luoghi in cui la dimensione umana, locale e sociale è ancora il centro di tutto.<br />
<b>Italiane:</b> un panorama variegato di cucine da nord a sud della nostra penisola.</p>
<p>21 insegne che condividono gli stessi valori, partendo dalla volontà di comunicare e promuovere il territorio di appartenenza attraverso la cultura della buona tavola fatta di antiche tradizioni e di calore familiare.</p>
<p>Varcare la soglia di ognuna delle nostre Trattorie è come entrare nelle nostre case: quando apriamo la porta per invitarvi ad entrare, apriamo le braccia per accogliervi nel nostro focolare.</p>
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<div class="fusion-title title fusion-title-5 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-one">
<h1 class="fusion-title-heading title-heading-center">LE TRATTORIE</h1>
</div>
<div class="fusion-title title fusion-title-6 fusion-sep-none fusion-title-center fusion-title-text fusion-title-size-two">
<h2 class="fusion-title-heading title-heading-center">Da Nord a Sud le insegne della nostra associazione</h2>
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<div class="fusion-image-element "><span class=" fusion-imageframe imageframe-none imageframe-8 hover-type-none"><img decoding="async" class="img-responsive wp-image-132" title="sep-1px" src="https://www.premiatetrattorieitaliane.it/wp-content/uploads/2024/09/sep-1px.png" alt="" width="21" height="35" /></span></div>
<div class="fusion-text fusion-text-3">
<p>Un viaggio attraverso l’Italia dei sapori tradizionali e autentici, in quei luoghi in cui si riscoprono le storiche ricette di famiglia tramandate di generazione in generazione.<br />
Cuochi e non chef. Osti e “trattori” come ci piace definirci, donne e uomini che rendono identitarie le loro attività attraverso un personale stile di accoglienza.<br />
Secoli di cultura gastronomica in ambienti dal sapore antico, piatti semplici e profumi di un tempo.<br />
Scopri i 21 locali e tutti i protagonisti delle Premiate Trattorie Italiane.</p>
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<p>Fonte: <a href="https://www.premiatetrattorieitaliane.it/#">https://www.premiatetrattorieitaliane.it/#</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/antichi-sapori-tra-le-premiate-trattorie-italiana/">Antichi Sapori tra le Premiate Trattorie Italiane</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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		<title>Due eccellenze di Andria portano a Tokio l&#8217;agroalimentare del territorio</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/due-eccellenze-di-andria-portano-a-tokio-lagroalimentare-del-territorio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 12:00:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Sindaco di Andria Giovanna Bruno interviene a margine della promozione della nostra città in Giappone, con OlioLevante ed Antichi Sapori. &#8220;Conoscere Andria attraverso i suoi profumi, sapori e colori: è quello che stanno facendo le aziende di questo territorio promuovendo non solo i loro prodotti ma la cultura e l&#8217;eccellenza enogastronomica di questa città....</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Sindaco di Andria Giovanna Bruno interviene a margine della promozione della nostra città in Giappone, con OlioLevante ed Antichi Sapori.</p>
<p>&#8220;Conoscere Andria attraverso i suoi profumi, sapori e colori: è quello che stanno facendo le aziende di questo territorio promuovendo non solo i loro prodotti ma la cultura e l&#8217;eccellenza enogastronomica di questa città. La notizia di OlioLevante e Antichi Sapori nella capitale nipponica ci inorgoglisce e rafforza la nostra idea per la quale questa parte di Puglia ha tutte le caratteristiche e le peculiarità per farsi conoscere e riconoscere in tutto il mondo. Che l&#8217;Oriente sia interessato a noi lo ha dimostrato già l&#8217;iniziativa dello scorso anno e dell&#8217;anno prima ancora, quando l&#8217;amministrazione comunale ha accolto in città le delegazioni di Giapponesi in visita, per un conforto e con i <em>buyers</em> del territorio, perché potessero entrare in possesso di <em>know how</em> utili alla loro terra ma al contempo per assaporare con entusiasmo e curiosità le nostre eccellenze. Dunque, bene così cari imprenditori, Andria non può che essere fiera&#8221;.</p>
<p>Fonte:<a href="http://www.andriaviva.it/notizie/due-eccellenze-di-andria-portano-a-tokio-l-agroalimentare-del-territorio/"> www.andriaviva.it/notizie/due-eccellenze-di-andria-portano-a-tokio-l-agroalimentare-del-territorio/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/due-eccellenze-di-andria-portano-a-tokio-lagroalimentare-del-territorio/">Due eccellenze di Andria portano a Tokio l&#8217;agroalimentare del territorio</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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		<title>Fave e cicorie, oggi un capolavoro, ma ieri?</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/fave-e-cicorie-oggi-un-capolavoro-ma-ieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Aug 2025 07:26:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Più di quarant’anni fa chiesero a Giampiero Boniperti, presidente della Juve, se alla riapertura delle frontiere ai calciatori stranieri, il suo club ne avrebbe acquistato uno giovane sul quale investire o un trentenne di pronta resa. Risposta: «Lo prenderemo bravo». Mi è venuto in mente perché a tavola, pur amando creatività e innovazione, non ho mai...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Più di quarant’anni fa chiesero a <strong>Giampiero Boniperti</strong>, presidente della Juve, se alla riapertura delle frontiere ai calciatori stranieri, il suo club ne avrebbe acquistato uno giovane sul quale investire o un trentenne di pronta resa. Risposta: «Lo prenderemo bravo». Mi è venuto in mente perché a tavola, pur amando creatività e innovazione, non ho mai considerato buona una preparazione solo perché nuova. E così con la tradizione, che ha senso e valore se sincera, portatrice di storie reali e materie prime naturali, autentiche. Se il giocatore doveva essere bravo, il pasto deve essere buono.</p>
<p>Mi è tornato questo in mente perché, poco prima del covid, spezzai un viaggio da Milano a Leuca fermandomi a cena agli <a href="https://zito.landlogic.it/" rel="nofollow"><em>Antichi Sapori</em> </a>di <strong>Pietro Zito a Montegrosso d’Andria. Pietro mi fece un favore perché il locale era preso da una condotta <em>Slow Food</em> che desiderava mangiare Fave e cicoria come veniva fatta anni e anni prima, quando i legumi non venivano nemmeno decorticati. Bolliti in acqua e verdure, erano ben lontani dal piacere della tavola. Però il Purè di fave e cicoria affonda le sue radici in quella sorta di minestrone acquoso, perché ignorarlo?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E così eccomi chiamare <strong>Pietro</strong> per farmi racconta la storia: «Anticamente chiamata anche <em>Capriata alla Martinese</em> con verdure e fave intere stracotte nella pignatta di terracotta, con la loro buccia privata del nasello, era un piatto preparato dalle famiglie contadine di un tempo, le quali cercavano di soddisfare la fame con le proteine della carne, la fibra degli ortaggi stagionali e il pane raffermo».</p>
<p>Anticamente era un piatto della sopravvivenza, in cui le massaie, dopo un lungo ammollo delle fave intere con la buccia, ammollo che durava tutta una notte, veniva eliminato il nasello, ovvero la parte nera, per poi metterle a cuocere in un coccio di terracotta con abbondante acqua e una cipolla per l&#8217;intera mattinata accanto al fuoco. La sera, in un grande piatto di terracotta, veniva posizionato sotto del pane raffermo, della cipolla cruda tagliata a fette, sopra il quale venivano versate le fave con tutto il loro liquido. Si accompagnavano sempre delle verdure spontanee bollite e il tutto veniva consacrato con una croce di olio d&#8217;oliva e servito in piatti unici centrali, da condividere con i braccianti stremati dalle fatiche dei campi.</p>
<p>Oggi <strong>Pietro</strong> ci ricorda che esistono diverse versioni per piatto simbolo della Puglia: «Purea di fave con cicorietta spontanea, crema di fave con cicorietta e friggitelli, vellutata di fave con polpo, spuma di fave con lampascioni fritti e via così. La purea di fave con cicorietta è il nostro piatto più rappresentativo. Infatti, nel vasto patrimonio della biodiversità delle cucine comunali pugliesi, la purea di fave con cicorietta è sempre presente in tutte le stagioni e in tutti i territori. Oggi si utilizzano fave bianche decorticate, prive di buccia, che si cucinano dopo poche ore di ammollo. Al posto del coccio di terracotta, si preferiscono pentole in acciaio, con aggiunta di sedano, cipolla, patate e qualche pomodorino, un filo di olio extra vergine di oliva e acqua a ricoprire il tutto. Dopo circa 90 minuti di cottura, si eliminano tutti gli odori e si procede a frullare con un mix, aggiungendo sempre un filo di ottimo olio evo. Questa crema o purea di fave è una base elegante, sia alla vista che al gusto, per tantissimi abbinamenti, vegetali e non».</p>
<p>La tradizione per esistere esiste, ma è sempre in movimento. Quando si ferma, è solo perché quella preparazione non ha più senso, ha stufato e non ha trovato chi l’abbia saputa evolvere.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.identitagolose.it/sito/it/40/39907/affari-di-gola-di-paolo-marchi/fave-e-cicorie-oggi-un-capolavoro-ma-ieri.html">https://www.identitagolose.it/sito/it/40/39907/affari-di-gola-di-paolo-marchi/fave-e-cicorie-oggi-un-capolavoro-ma-ieri.html</a></p>
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		<title>Bande a Food. Pietro Zito incanta con la pasta al pomodoro. La semplicità diventa arte a Trepuzzi.</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/bande-a-food-pietro-zito-incanta-con-la-pasta-al-pomodoro-la-semplicita-diventa-arte-a-trepuzzi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2025 07:57:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terzo appuntamento di Bande a Food, lo spin-off di Bande a Sud ideato da Michele Bruno, ha offerto uno spettacolo culinario di rara eleganza e profondità. Sul palco di Trepuzzi, lo chef Pietro Zito, patron del rinomato ristorante Antichi Sapori di Montegrosso (Andria), ha svelato i segreti del suo “piatto del cuore”: la pasta al...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/bande-a-food-pietro-zito-incanta-con-la-pasta-al-pomodoro-la-semplicita-diventa-arte-a-trepuzzi/">Bande a Food. Pietro Zito incanta con la pasta al pomodoro. La semplicità diventa arte a Trepuzzi.</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il terzo appuntamento di Bande a Food, lo spin-off di Bande a Sud ideato da Michele Bruno, ha offerto uno spettacolo culinario di rara eleganza e profondità. Sul palco di Trepuzzi, lo chef <strong>Pietro Zito</strong>, patron del rinomato ristorante Antichi Sapori di Montegrosso (Andria), ha svelato i segreti del suo “piatto del cuore”: la pasta al pomodoro. Un’ode alla semplicità che, tra le mani di un maestro, si trasforma in un’esperienza gastronomica sublime.</p>
<p>La platea gremita ha potuto assistere non solo a una dimostrazione di alta cucina, ma anche a un vero e proprio dialogo tra sapori, cultura e passione. A guidare il pubblico in questo percorso sensoriale, un panel di esperti di altissimo calibro, veri e propri punti di riferimento nel panorama gastronomico italiano.</p>
<p>Il prof. Pino De Luca, con la sua profonda conoscenza della materia, e l’avvocato gastronomo Francesco Zompì, figura autorevole nel mondo del cibo, hanno agito da sapienti ciceroni, tessendo un filo narrativo che ha reso la serata non solo istruttiva, ma anche profondamente coinvolgente. Accanto a loro, le giornaliste Leda Cesari e Katia Perrone, con la loro sensibilità e capacità di indagine, hanno dato voce alle storie e alle sfumature di questo piatto intramontabile. A completare il team, la sommelier Ilaria Oliva, che con la sua expertise ha sapientemente abbinato le giuste note enologiche, esaltando ulteriormente ogni boccone.</p>
<p>Lo chef Pietro Zito ha dimostrato come la pasta al pomodoro, piatto apparentemente umile, possa raggiungere vette di eccellenza attraverso la cura maniacale nella scelta degli ingredienti e la maestria nell’esecuzione. Ogni gesto, dalla selezione dei pomodori alla cottura perfetta della pasta, è stato un inno alla tradizione pugliese e alla valorizzazione del prodotto locale. La sua passione traspareva in ogni parola, in ogni movimento, condividendo con la platea non solo una ricetta, ma una filosofia culinaria basata sul rispetto della materia prima e sulla celebrazione dei sapori autentici.</p>
<p>L’evento, organizzato nell’ambito di Bande a Food, si conferma come un momento fondamentale per la divulgazione della cultura gastronomica pugliese. L’idea di Michele Bruno di creare questo spin-off di Bande a Sud si rivela sempre più vincente, offrendo occasioni uniche per approfondire la conoscenza dei piatti e dei personaggi che rendono grande la cucina del territorio.</p>
<p>L’entusiasmo palpabile del pubblico e la risonanza sui social, con l’hashtag #bandeafood2025 che ha catturato ogni sfumatura dell’evento, testimoniano il successo dell’iniziativa. La pasta al pomodoro di Zito, raccontata da esperti e appassionati, ha conquistato tutti, riconfermando il suo status di piatto del cuore e simbolo della Puglia più autentica. Parole chiave come #food, #festival, #bandeasud, #dialoghi, #cooking, #show, #mercatinodelgusto, #weareinpuglia, #pugliagram, #trepuzzi, #event, hanno contribuito a diffondere la magia di questa serata, lasciando nel pubblico il desiderio di assaporare ancora tanti altri tesori culinari pugliesi.</p>
<p>Fonte: <a href="https://www.lsdmagazine.com/2025/08/16/bande-a-food-pietro-zito-incanta-con-la-pasta-al-pomodoro-la-semplicita-diventa-arte-a-trepuzzi/">https://www.lsdmagazine.com/2025/08/16/bande-a-food-pietro-zito-incanta-con-la-pasta-al-pomodoro-la-semplicita-diventa-arte-a-trepuzzi/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/bande-a-food-pietro-zito-incanta-con-la-pasta-al-pomodoro-la-semplicita-diventa-arte-a-trepuzzi/">Bande a Food. Pietro Zito incanta con la pasta al pomodoro. La semplicità diventa arte a Trepuzzi.</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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		<title>Pietro Zito insignito del Premio Cartagine 2025: un&#8217;eccellenza di Montegrosso che onora la nostra terra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 May 2025 09:30:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un nuovo, prestigioso traguardo quello raggiunto da Pietro Zito, chef e imprenditore agricolo, insignito lo scorso 24 maggio 2025 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli del Premio Culturale Internazionale Cartagine, uno dei più alti riconoscimenti riservati a figure che si distinguono per l&#8217;eccellenza nel proprio ambito e per il contributo ai valori...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo, prestigioso traguardo quello raggiunto da Pietro Zito, chef e imprenditore agricolo, insignito lo scorso 24 maggio 2025 nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino di Napoli del Premio Culturale Internazionale Cartagine, uno dei più alti riconoscimenti riservati a figure che si distinguono per l&#8217;eccellenza nel proprio ambito e per il contributo ai valori della cultura, dell&#8217;etica e della solidarietà, con il patrocinio della Municipalità di Napoli e del Circolo Ufficiali della Marina Militare.</p>
<p>Il Senato Accademico dell&#8217;Accademia Culturale Internazionale Cartagine, nella persona del Presidente Rettore dott.Alessandro Della Posta, ha premiato Pietro Zito nella sezione Imprenditoria &#8211; Ristorazione, in virtù di una carriera straordinaria iniziata nel 1993, quando decise di lasciare i campi per mettersi dietro ai fornelli e fondare il ristorante &#8220;Antichi Sapori Montegrosso&#8221;.</p>
<p>Un gesto visionario che ha segnato una rivoluzione nella cucina pugliese, con un ritorno consapevole alle origini, ai sapori autentici e ai prodotti della terra.<br />
Zito è riuscito nel tempo a trasformare Montegrosso in una meta per appassionati e intenditori di tutta Italia e del mondo, facendo della cucina contadina un linguaggio universale capace di emozionare e unire. Il suo lavoro è sempre stato guidato da radici profonde, rispetto per la stagionalità, ricerca della verità nel piatto e un forte legame con la sua comunità.</p>
<h3>Cos&#8217;è il Premio Cartagine</h3>
<p>Istituito nel 2001, il Premio Culturale Internazionale Cartagine giunto alla su XXV edizione, viene conferito annualmente a personalità che si sono distinte per meriti umani, culturali, scientifici, professionali e sociali. Promosso dall&#8217;Accademia Culturale Internazionale Cartagine, il premio è ispirato ai valori di dialogo tra culture, cooperazione tra i popoli e promozione della dignità umana. Tra i premiati figurano negli anni illustri rappresentanti del mondo dell&#8217;arte, della scienza, dell&#8217;impresa, delle forze armate, della diplomazia e del volontariato: Lucio Dalla, Corrado Calabrò, Antonio Banderas, Gianni Letta, Giancalo Fisichella, Kofi Annan, Ennio Morricone, Lino Banfi, solo per citarne alcuni.</p>
<p>Non è un caso che Pietro Zito abbia ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui — lo scorso aprile — il titolo di &#8220;Ambasciatore della cucina italiana nel mondo&#8221; a bordo della Nave Vespucci, su conferimento del ministro Lollobrigida. È altresì socio fondatore della Onlus &#8220;Insieme per l&#8217;Africa&#8221;, con cui da anni è impegnato in progetti umanitari in Etiopia, Uganda e Madagascar.</p>
<p>Questo premio rappresenta un tributo alla sua visione, alla sua tenacia e all&#8217;impegno instancabile per promuovere la cultura gastronomica del territorio con autenticità e coraggio.<br />
Grazie, Pietro, per portare Montegrosso, Andria e la nostra terra nel cuore del mondo.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.andriaviva.it/notizie/pietro-zito-insignito-del-premio-cartagine-2025-un-eccellenza-di-montegrosso-che-onora-la-nostra-terra/">www.andriaviva.it/notizie/pietro-zito-insignito-del-premio-cartagine-2025-un-eccellenza-di-montegrosso-che-onora-la-nostra-terra/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/pietro-zito-insignito-del-premio-cartagine-2025-uneccellenza-di-montegrosso-che-onora-la-nostra-terra/">Pietro Zito insignito del Premio Cartagine 2025: un&#8217;eccellenza di Montegrosso che onora la nostra terra</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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		<title>Pietro Zito Ambasciatore della Cucina Italiana nel mondo</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/pietro-zito-ambasciatore-della-cucina-italiana-nel-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Apr 2025 08:06:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pietro Zito, patron di Antichi Sapori di Montegrosso, è stato insignito del titolo di &#8220;Ambasciatore della cucina italiana nel mondo&#8221;, in riconoscimento dell&#8217;attività di divulgazione svolta a livello nazionale e internazionale della cucina Italiana candidata a patrimonio dell&#8217;UNESCO. Il prestigioso premio è stato conferito a bordo della nave scuola “Amerigo Vespucci”, giunta nel porto di...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pietro Zito, patron di Antichi Sapori di Montegrosso, è stato insignito del titolo di &#8220;Ambasciatore della cucina italiana nel mondo&#8221;, in riconoscimento dell&#8217;attività di divulgazione svolta a livello nazionale e internazionale della cucina Italiana candidata a patrimonio dell&#8217;UNESCO. Il prestigioso premio è stato conferito a bordo della nave scuola “Amerigo Vespucci”, giunta nel porto di Brindisi per il Tour Mediterraneo 2025, alla presenza del ministro Francesco Lollobrigida e del sottosegretario Marcello Gemmato.<br />
«Pietro Zito, il nostro chef-contadino noto a livello nazionale ed internazionale, ci fa essere sempre più orgogliosi da andriesi del suo lavoro e del suo essere Ambasciatore della cucina italiana nel mondo – fa sapere il Sindaco di Andria Giovanna Bruno &#8211; Questo riconoscimento è la conferma delle sue qualità, della passione per il suo lavoro e della qualità della sua cucina che con Antichi Sapori ha raggiunto il mondo intero.<br />
Pietro si conferma l&#8217;eccellenza che è, con la sua storia personale che diventa un puzzle di tappe, di emozioni e di risultati sempre più in crescendo. Congratulazioni vivissime, ad maiora!».</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.comune.andria.bt.it/it/news/pietro-zito-ambasciatore-della-cucina-italiana-nel-mondo?type=2">www.comune.andria.bt.it/it/news/pietro-zito-ambasciatore-della-cucina-italiana-nel-mondo?type=2</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/pietro-zito-ambasciatore-della-cucina-italiana-nel-mondo/">Pietro Zito Ambasciatore della Cucina Italiana nel mondo</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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		<title>Voglia di orecchiette? Ecco 3 posti in Puglia da segnare in agenda dove andare a mangiarne un piatto fatto a regola d’arte</title>
		<link>https://www.pietrozito.it/voglia-di-orecchiette-ecco-3-posti-in-puglia-da-segnare-in-agenda-dove-andare-a-mangiarne-un-piatto-fatto-a-regola-darte/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione blog]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2025 12:57:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Non categorizzato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le orecchiette con cime di rapa sono uno dei piatti più rappresentativi della cucina pugliese, una celebrazione della semplicità e dei sapori autentici del territorio. Questo piatto affonda le radici nella tradizione contadina della regione, utilizzando ingredienti locali e stagionali, in grado di regalare al palato un’esperienza unica. Le orecchiette, piccole “orecchie” di pasta fatta a mano,...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/voglia-di-orecchiette-ecco-3-posti-in-puglia-da-segnare-in-agenda-dove-andare-a-mangiarne-un-piatto-fatto-a-regola-darte/">Voglia di orecchiette? Ecco 3 posti in Puglia da segnare in agenda dove andare a mangiarne un piatto fatto a regola d’arte</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Le <strong>orecchiette con cime di rapa</strong> sono uno dei piatti più rappresentativi della cucina pugliese, una celebrazione della semplicità e dei sapori autentici del territorio. Questo piatto affonda le radici nella tradizione contadina della regione, utilizzando ingredienti locali e stagionali, in grado di regalare al palato un’esperienza unica. Le orecchiette, piccole “orecchie” di pasta fatta a mano, si uniscono alle <strong>cime di rapa</strong>, una verdura dal sapore leggermente amaro e terroso, in un connubio perfetto.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Le <strong>orecchiette</strong> sono la pasta più famosa della <strong>Puglia</strong>. Questa pasta, che deve il suo nome alla forma che ricorda piccole orecchie, viene realizzata a mano con farina di grano duro e acqua. La loro superficie ruvida è ideale per trattenere il condimento, rendendole perfette per accompagnare salse semplici ma saporite, come quella alle cime di rapa.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px"><strong>Fare le orecchiette</strong> richiede una certa abilità, e se visiti i <strong>mercati</strong> o le strade dei <strong>borghi pugliesi</strong> potresti essere fortunato abbastanza da vedere le donne locali all’opera mentre <strong>impastano e modellano</strong> ogni singolo pezzo. È un’arte che si tramanda da generazioni, e ogni famiglia ha il suo metodo particolare per realizzarle.</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">In Puglia la cucina è in effetti un’esperienza che coinvolge tutti i sensi. Passeggiare per i mercati e osservare i banchi carichi di verdure fresche e pasta fatta a mano è parte integrante di questo viaggio gastronomico. Non importa se ti trovi in una <strong>grande città come Bari</strong> o in un piccolo borgo dell’entroterra: le orecchiette con cime di rapa saranno sempre una costante, un simbolo di autenticità e amore per la tradizione.</span></p>
<h2><span id="toc-custom-3-posti-dove-mangiare-le-migliori-orecchiette-con-cime-di-rapa-in-puglia" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">3 posti dove mangiare le migliori orecchiette con cime di rapa in Puglia</span></h2>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">La Puglia è una regione ricca di <strong>ristoranti e trattorie</strong> che servono con orgoglio piatti tradizionali, e le <a href="https://www.paesidelgusto.it/orecchiette-con-cime-di-rapa/" target="_blank" rel="noopener"><strong>orecchiette con cime di rapa</strong></a> sono quasi sempre presenti nei <strong>menù</strong> locali. Ecco alcune delle migliori destinazioni dove puoi assaporare questa prelibatezza.</span></p>
<h4><span id="toc-custom-le-zie---lecce" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Le Zie – Lecce</span></h4>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Indirizzo: Via Colonnello Archimede Costadura, 19, 73100 Lecce (LE)</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">A <a href="https://www.paesidelgusto.it/e-lunica-e-sola-firenze-del-sud-cosa-vedere-e-cosa-mangiare-nella-piccola-capitale-del-salento-dalla-grande-bellezza/" target="_blank" rel="noopener">Lecce</a>, capitale del barocco pugliese, troviamo <strong>Le Zie</strong>, una trattoria familiare che sembra uscita da un’altra epoca. Qui le orecchiette sono rigorosamente fatte a mano e condite con cime di rapa fresche. L’ambiente è rustico, ma proprio per questo ti farà sentire come a casa. Il piatto di orecchiette con cime di rapa è preparato seguendo la tradizione più pura, con pochi ingredienti, ma di alta qualità.</span></p>
<h4><span id="toc-custom-ristorante-cibus---ceglie-messapica" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Ristorante Cibus – Ceglie Messapica</span></h4>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Indirizzo: Via Chianche di Scarano, 7, 72013 Ceglie Messapica (BR)</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Nel cuore della Valle d’Itria, tra ulivi e trulli, si trova il <strong>Ristorante Cibus</strong>, un luogo noto per la sua cucina raffinata che non tradisce le radici della tradizione pugliese. Le orecchiette con cime di rapa qui sono preparate con una particolare attenzione all’uso di materie prime biologiche e di stagione. La pasta fatta in casa e le cime di rapa, coltivate nelle campagne circostanti, creano un piatto che esalta il territorio e la sua storia.</span></p>
<h4><span id="toc-custom-antichi-sapori---montegrosso" style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Antichi Sapori – Montegrosso</span></h4>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Indirizzo: Via Montaltino, 9, 76123 Montegrosso (BT)</span></p>
<p><span style="font-family: arial, helvetica, sans-serif;font-size: 16px">Questo ristorante si trova in una piccola frazione di Andria e rappresenta uno dei templi della cucina pugliese. <strong>Antichi Sapori</strong>, come suggerisce il nome, offre una cucina che rispetta e valorizza i sapori di un tempo. Le orecchiette con cime di rapa sono uno dei piatti più richiesti, preparate con la stessa passione e dedizione che caratterizza ogni pietanza del menù. Il tocco dello chef può includere qualche acciuga di qualità o una spolverata di mollica di pane tostato per aggiungere croccantezza.</span></p>
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<p>Fonte: <a href="http://www.paesidelgusto.it/voglia-di-orecchiette-ecco-3-posti-in-puglia-da-segnare-in-agenda-dove-andare-a-mangiarne-un-piatto-fatto-a-regola-darte/">www.paesidelgusto.it/voglia-di-orecchiette-ecco-3-posti-in-puglia-da-segnare-in-agenda-dove-andare-a-mangiarne-un-piatto-fatto-a-regola-darte/</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.pietrozito.it/voglia-di-orecchiette-ecco-3-posti-in-puglia-da-segnare-in-agenda-dove-andare-a-mangiarne-un-piatto-fatto-a-regola-darte/">Voglia di orecchiette? Ecco 3 posti in Puglia da segnare in agenda dove andare a mangiarne un piatto fatto a regola d’arte</a> proviene da <a href="https://www.pietrozito.it">Pietro Zito</a>.</p>
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